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giovedì 27 marzo 2014

Post it - Post Office - Post Scriptum - Poster - Postres

C'erano i ragazzi che cantavano.
Tutti insieme. In un coro.
C'erano i ragazzi che giocavano a pallone.
Nelle strade.
C'erano ragazzi che passavano le ore a contarsi.
Passavano le ore.
C'erano ragazzi che passavano le ore a bere il vino.
C'erano ragazzi che passavano i pomeriggi al  mare.
C'erano ragazzi che fumavano, laggiu'.
C'erano ragazzi che scordavano, che si scordavano, che venivano scordati.
C'erano quelli che inveivano.
Contro i suddetti, contro i sudati e i sudditi.
C'erano i ragazzi della malavita, della magliana, dei maglioni e dei maiali.
C'erano i ragazzi che vendevano le droghe e quelli che le compravano.
C'erano i ragazzi sui motorini, quelli sulle moto e quelli sui gipponi.
C'erano quelli del windsurf, quelli della disco e quelli della palestra.
Quelli del gel, delle catenine e dei piumini.
Fuori scuola, c'erano anche quelli.
I ladri, ladruncoli, scippatori e aspiranti criminaletti, criminali e rampanti della truffa.
Nelle cronache.
C'erano i ragazzi che sono morti, e quindi c'erano.
Prima.
C'erano quelli mai nati, quelli nati che non hanno mai vissuto, quelli vivi ma che in realta' sono morti.
Morti in piedi, finiti prima di iniziare.
Vivi.
Quelli che sono andati troppo veloce, in moto, a piedi o di idee.
E quindi sono morti.
C'erano tanti ragazzi che erano li pronti ad aspettare il segnale che non'e' mai arrivato.
C'erano tanti ragazzi che senza aspettare il segnale sono partiti e non sono mai arrivati.
Quelli che si sono dati alla fuga, quelli che hanno combattuto, quelli che ci credevano e quelli che facevano finta, senza neanche sapere il quindi, il quando e il dove.
Dunque?
C'erano i ragazzi del '50, del'60, del '70 etc etc.
Quelli prima?
E poi ci saranno quelli dopo.
Cosi' dicono.
C'erano i ragazzi che se la sono cavata abbastanza bene, altri che non ce la fanno proprio.
C'erano quelli che sono diventati cantanti, attori, scrittori, poeti, dottori, ragionieri, calciatori, architetti, ingegneri e avvocati. Dotti, medici e sapienti. (cit.)
C'erano i guardiani del faro e quelli della luna.
C'erano quelli che si innamoravano, quelli che fallivano sempre e quelli che chiamavano alle due di notte.
C'erano tutti quelli che ho dimenticato, tutti quelli che non me li potro' mai scordare e quelli che mi hanno profondamente segnato.
C'erano queli che non vedremo  mai piu, quelli che vediamo sempre e quelli che non vorremmo mai piu' rivedere.
Quelli che .... brutta cosa ricordarli.
Quelli che ci hanno dato una mano e quelli che no.


Poi ci sono io.
Difficile.

Ma poi alla fine la gente se ne frega.
E io per primo.

nelloromano
marzo2014

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