venerdì 25 febbraio 2011

a volte








...a volte realizziamo

consideriamo
ci accorgiamo
ce ne accorgiamo


e proprio sul momento
sul momento del costante
costantemente momentaneo

riflettiamo

sul lasciare il passo al dove
ci spostiamo
di un millimetro soltanto
forse soltanto

ascoltiamo

il nostro dove porgere
di andare alla scoperta
alla deriva forse
ma sempre poi scopriamo

solamente

lasci per non perdere
occasioni di seconda mano
gia usate e sbicchierate
di feste dimenticate

e poi

per andare dove
ce ne accorgiamo
siamo solo bidoni
di trash appena spesi

e andiamo

senza lasciar la mano

fai cadere la posa
del vino riposato
dell avanzo dimenticato
nel bicchiere ora svuotato


nelloromano
febbr 2011

domenica 20 febbraio 2011

!

.........nell'ineguagliabile testardaggine della bizzarra vita che va a stendersi sul sofa' delle occasioni io mi giro controvento e piscio!

nelloromano
febbr 2011

lunedì 17 gennaio 2011

... A Cla'.....che va cosi'...


Io in fin de' conti t'ho tradito.
Come ho tradito le mie pene dell'inferno nel non ascoltare, nel non vedere, nel non parlare.
Ma non hai potuto replicare.

E cosi',
giaciglio di uve fresche e ambre al profumo di luppolo
correvi tra le onde sbattendoci contro...


ignaro

innocente
incoscente
invisibile agli occhi di chi non voleva vederti com eri...
impassibile
scostante solo alla tristezza,
abbattuta al momento con un sorriso,
un risucchio,
una perla nell'anima che gia voleva morire
ma che se solo avessimo noi altri un unghia della tua voglia di gioire saremmo tutti felici e beati,
nel tuo modo di mondo ideale.

Indissolubile ed ineguagliabile,
univoco ed unito,
spassoso e controverso,
giusto.
Giusto, giusto, giusto.
Anche nella tua scelta,
di lasciarci qui a fare la muffa,
di non vibrare alla vita quel fendente che hai sempre spronato noi a fare,
anche li, giusto.
Sempre giusto.

Il cuore batte vivo e fa sangue sempre,
emozioni scalpitanti e paesi da visitare e andare e fare..
e correre dietro all albero a pisciare,
e sbattere forte al muro per non recriminare,
e togliersi un pezzo di dito per non elemosinare,
e dare calci al pallone per potersi divertire,
sorridere alla barca di sabbia per creare nuove avventure,
ridere di pioggia, vento e freddo per non essere uguale..

perche' non sei uguale, non sei complementare,
sei micidiale, sei come sempre, amico leale,
amico cane , assorto, muso mai storto,
ghigno sorridente e paroliere accorto,
ascoltatore vero, tradimento mai scoperto,
solo a parole, o silenzio consolatore,
traslucida follia di imbarazzante verita',
solo per un attimo, o, ora,
per sempre..

un giorno ti hanno preso,
con l'inganno steso,
comprato per due soldi,
rapito con lo sguardo,
tradito all'istante,
trasportato al mare,
traghettato al largo,
da dove non puoi tornare..

ucciso e poi deriso,
avanti un altro e spera,
corri giu e scappa,
alza la mano e spara,
ma io lo so e' cosi,
ma io non c'entro, non c'ero,
ma tanto poi che fa',
se vedemo dopo arrivo..

e dopo che t hanno preso...

ecco il tuo sorriso,
canta gioia e vita,
danza luce calda,
musica infinita,
di lacrime e di vita,
di sole, di parole,
di stare stesi al mare,
di dover sopportare..

no, non t hanno ucciso,
il nemico e' steso,
quello che mi hai insegnato,
non lo diro mai a nessuno,
e' un segreto tra me e te,
io fra tutti e tu fra me e te,
io con te e per te,
e tutti qui, fra me e te.


in loving memory
nelloromano

sabato 25 dicembre 2010

Il Valore di un essere umano. Albert Einstein.

Il valore di un essere umano e' determinato, in prima istanza, dalla misura e dal senso in cui ha raggiunto la liberazione dal se'.
Se consideriamo le nostre vite e i nostri sforzi osserviamo, ben presto, che quasi la maggior parte delle nostre azioni e dei nostri desideri e' collegata all'esistenza di altri esseri umani.
Notiamo che la nostra natura somiglia in tutto a quella degli animali sociali.
Mangiamo cibo che altri hanno coltivato, vestiamo abiti fatti da altri, viviamo in case costruite da altri. La piu' grande parte del nostro sapere e delle nostre convinzione ci e' stata comunicata da altra gente, per mezo di un linguaggio creato da altri.
Senza il linguaggio le nostre capacita' sarebbero affatto misere, comparate a quelle degli animali superiori, siamo obbligati percio' ad ammettere che dobbiamo il nostro principale vantaggio sulle bestie al fatto che viviamo in una societa' umana.
L'individuo, se lasciato solo dalla nascita, resterebbe primitivo e bestiale, nei pensieri e nei sentimenti, in una misura che possiamo a stento concepire.
L'individuo e' quello che e', e il suo significato non gli viene tanto dalla sua individualita', ma piuttosto in quanto membro di una grande societa' umana, che indirizza la sua esistenza materiale e spirituale, dalla culla fino alla tomba.

Estratto da "Il mondo come lo vedo io" di Albert Einstein, (The world as I see it), 1956.

con il suo permesso, alla sua memoria, alla memoria di tanti altri,
NelloRomano ringrazia.
24 12 2010

martedì 23 novembre 2010

(...) il Chianti.. poderoso, operoso, sofisticato, Chianti.


..dove degustando un dolce e lieve Chianti, io potei dare sfogo alla mia innaturale gioia e bellezza creativa, ascoltando le parole di lusso e di marmo, e accostandomi ad esse, potei altresì ritrovare luminarie e balconi infioriti, ecco.. questo e’ il mio posto ideale.

E se, scendendo dalla strada che va in salita, appoggiando i gomiti alla balaustra sensuale e gotica del mio indaffarato essere, concettualmente slegato alla parafrasi della vita “tutto e’ essere vita perche’ essa e’ nel momento in cui e’… trovassi ad attendermi qualche autobus che sbuffa e gorgheggia nafta e naftaline, ma anche porpore e gasolina, che mi dice “sbrigati che si parte”, scordando la mia valigia dei sogni partirei, senza esitare un minuto uno solo uno soltanto, imbarcandomi in quella gioia di tristezza malinconica che alla partenza sempre si prova… partirei si nell’immediato oscuro momento in cui il varo del nuovo viaggio rompe e si dichiara abilmente idoneo, e, con gli occhi lucidi di sorpresa,
porterei con me inevitabilmente quel momento di gustoso delicato sorseggiare di quel famoso Chianti, mentre nell’essere vita e’ nel momento in cui lo sei, guarderei al futuro immediato con improbabile incertezza… ma partirei..

Ora, sono sulle scoscese pianure del Chianti, e ad esso mi abbandono come sta alla mia penna di inchiostro blu il rosso velluto di Sangiovese, ascolto le sue note di stoffa pregiata, le sue dolci parole di saggezza, e le sue musiche barocche da camera, mentre, gorgogliando come quell’ autobus pensieri altisonanti, invoco giustizia e pace nel cantone a me riservato nell’essere di questo momento che e’ l ‘unico in cui sono..

mercoledì 10 novembre 2010

Il Piu' Infelice. Soren Kierkegaard.

Si sa che ci deve essere in qualche luogo in Inghilterra una tomba che e' notevole non per un monumento magnifico, ne per il suo aspetto triste, ma per una piccola iscrizione: " il piu' infelice".
Si dice che la tomba fu aperta, ma che non si trovo' nessuna traccia di cadavere.

(...)

...noi che non rendiamo suono nel fragor della vita, ma siamo uccelli solitari nel silenzio della notte...

Soren Kierkegaard

Ti eleggo
e ti rieleggo
e ti rileggo
ti riassemblo
dall alto verso il basso
da sopra a sotto
come ti metto ti metto
illumini il mio interior fragor!

Perche nel sentiero dell individuo
arduo nell improvvisazione
scontroso nella realizzazione
sincero nella meditazione
oscuro vortice di premeditazione..
.. apri le porte alla comprensione.

Chi ne ha di piu?

nelloromano

lunedì 8 novembre 2010

Dialogo Romanesco.

Me va de canta' me va de gioca'
me va de ride e de beve me va me va
me va de sogna', de ricorda' de nun pensa'
de nun vede' tutta sta gente che ma riporta in mente
che da qua se ne dovemo anna'..
Ma me va si, me va me va
me va d'ama', d'esse ignorante
de nun conosce gnente,
pe sgrana' l'occhi belli e fa ...oooohhh,
come un pupetto ar primo giro sopra un caretto,
me va me va, de falli fori,
tutti i pensieri li desideri,
mo sto de qua, poi vado la,
e l'intellettuali, li liberali,
li clericali li santi e le madonne..
me va me va..
de ricanta', de racconta', e poi pensa',
ma si me va..
ce penso en po, ce rido su, e dico e tu?
Ma e te te va'? Ma chi lo sa..
Famose un giro, saluta tu,
che io,
t'aspetto giu'!

Amrita 9.9

A me me va, poi nun me va, poi me riva'..
poi si, sto qua, ma me ne vojo anna'..
aristamo a disse ecchice qua,
ma chi too fa ffa, te fatte vede'..
d'annatte a 'mbriaca', perche tanto c'e'
chi paga pe te, chi nun te sa di
indove stamo a anna', si tanto poi c'e'
chi te dice che stai a sbaja'..
e poi dimostra che,
in fin de li conti,
c hai ragione te..
ma chi too fa ffa
de statte a ferma' qua
quanno che de la'
poi fa benzina e anna'..
indove gia sai che,
na vorta arivato, te ne poi rianna'..!
Dimme 'n po' risponni,
si c hai na verita'!

NelloRomano

La conta e la disgiunta.

A contare i malcapitati stupida nell'orgoglio vuota di amore buia nei sentimenti.  E triste alla paletta della fermata del bus senza pen...