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martedì 23 novembre 2010

(...) il Chianti.. poderoso, operoso, sofisticato, Chianti.


..dove degustando un dolce e lieve Chianti, io potei dare sfogo alla mia innaturale gioia e bellezza creativa, ascoltando le parole di lusso e di marmo, e accostandomi ad esse, potei altresì ritrovare luminarie e balconi infioriti, ecco.. questo e’ il mio posto ideale.

E se, scendendo dalla strada che va in salita, appoggiando i gomiti alla balaustra sensuale e gotica del mio indaffarato essere, concettualmente slegato alla parafrasi della vita “tutto e’ essere vita perche’ essa e’ nel momento in cui e’… trovassi ad attendermi qualche autobus che sbuffa e gorgheggia nafta e naftaline, ma anche porpore e gasolina, che mi dice “sbrigati che si parte”, scordando la mia valigia dei sogni partirei, senza esitare un minuto uno solo uno soltanto, imbarcandomi in quella gioia di tristezza malinconica che alla partenza sempre si prova… partirei si nell’immediato oscuro momento in cui il varo del nuovo viaggio rompe e si dichiara abilmente idoneo, e, con gli occhi lucidi di sorpresa,
porterei con me inevitabilmente quel momento di gustoso delicato sorseggiare di quel famoso Chianti, mentre nell’essere vita e’ nel momento in cui lo sei, guarderei al futuro immediato con improbabile incertezza… ma partirei..

Ora, sono sulle scoscese pianure del Chianti, e ad esso mi abbandono come sta alla mia penna di inchiostro blu il rosso velluto di Sangiovese, ascolto le sue note di stoffa pregiata, le sue dolci parole di saggezza, e le sue musiche barocche da camera, mentre, gorgogliando come quell’ autobus pensieri altisonanti, invoco giustizia e pace nel cantone a me riservato nell’essere di questo momento che e’ l ‘unico in cui sono..

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