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domenica 1 novembre 2009

La coscienza a teatro.


Elaborare pattini d'acciao.
Patti d'acciaio.
Pattine per gli acciaioli.
Voglio la Scozia, la Russia, il Volga.
Voglio il caldo del mare d'Oriente,
la satura sabbia del deserto.
La subitaneita' delle azioni scellerate,
il cantico delle creature,
orgoglio e pregiudizio,
il maestro,
e voglio anche Margherita.
Voglio ascoltare il tuo respiro quando sonno sconnesso
e viottoli di pietre antiche suoneranno
sotto le ruote del mio carro funebre.
Virtuosismi sul filo tra Roma e Barcellona ospiteranno comodamente le mie volonta',
auspicabilmente prosceniche di una recita dietro le quinte.
All'apertura del palco vedremo
giovani giovanotti dall'animo giovincello procrearsi tra loro,
affinche' posti davanti allo specchio del pubblico
possano divertirsi un po' anche loro,
mirandosi in quelle gestazioni teatrali
che daranno vita ad un giudizio arbitrariamente arbitrato,
frutto del tuo incommensurabile seno tuo Maria..
madre dei peccatori,
figlia vergine innocente,
colpevole di nascere,
di vivere,
subordinata al giudizio delle coscienze.
Il pubblico applaude.
Gli attori ridono.
Il teatro chiude.

E le pulizie? Chi le fa?

23.10.'09
nelloromano

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