sabato 25 dicembre 2010

Il Valore di un essere umano. Albert Einstein.

Il valore di un essere umano e' determinato, in prima istanza, dalla misura e dal senso in cui ha raggiunto la liberazione dal se'.
Se consideriamo le nostre vite e i nostri sforzi osserviamo, ben presto, che quasi la maggior parte delle nostre azioni e dei nostri desideri e' collegata all'esistenza di altri esseri umani.
Notiamo che la nostra natura somiglia in tutto a quella degli animali sociali.
Mangiamo cibo che altri hanno coltivato, vestiamo abiti fatti da altri, viviamo in case costruite da altri. La piu' grande parte del nostro sapere e delle nostre convinzione ci e' stata comunicata da altra gente, per mezo di un linguaggio creato da altri.
Senza il linguaggio le nostre capacita' sarebbero affatto misere, comparate a quelle degli animali superiori, siamo obbligati percio' ad ammettere che dobbiamo il nostro principale vantaggio sulle bestie al fatto che viviamo in una societa' umana.
L'individuo, se lasciato solo dalla nascita, resterebbe primitivo e bestiale, nei pensieri e nei sentimenti, in una misura che possiamo a stento concepire.
L'individuo e' quello che e', e il suo significato non gli viene tanto dalla sua individualita', ma piuttosto in quanto membro di una grande societa' umana, che indirizza la sua esistenza materiale e spirituale, dalla culla fino alla tomba.

Estratto da "Il mondo come lo vedo io" di Albert Einstein, (The world as I see it), 1956.

con il suo permesso, alla sua memoria, alla memoria di tanti altri,
NelloRomano ringrazia.
24 12 2010

martedì 23 novembre 2010

(...) il Chianti.. poderoso, operoso, sofisticato, Chianti.


..dove degustando un dolce e lieve Chianti, io potei dare sfogo alla mia innaturale gioia e bellezza creativa, ascoltando le parole di lusso e di marmo, e accostandomi ad esse, potei altresì ritrovare luminarie e balconi infioriti, ecco.. questo e’ il mio posto ideale.

E se, scendendo dalla strada che va in salita, appoggiando i gomiti alla balaustra sensuale e gotica del mio indaffarato essere, concettualmente slegato alla parafrasi della vita “tutto e’ essere vita perche’ essa e’ nel momento in cui e’… trovassi ad attendermi qualche autobus che sbuffa e gorgheggia nafta e naftaline, ma anche porpore e gasolina, che mi dice “sbrigati che si parte”, scordando la mia valigia dei sogni partirei, senza esitare un minuto uno solo uno soltanto, imbarcandomi in quella gioia di tristezza malinconica che alla partenza sempre si prova… partirei si nell’immediato oscuro momento in cui il varo del nuovo viaggio rompe e si dichiara abilmente idoneo, e, con gli occhi lucidi di sorpresa,
porterei con me inevitabilmente quel momento di gustoso delicato sorseggiare di quel famoso Chianti, mentre nell’essere vita e’ nel momento in cui lo sei, guarderei al futuro immediato con improbabile incertezza… ma partirei..

Ora, sono sulle scoscese pianure del Chianti, e ad esso mi abbandono come sta alla mia penna di inchiostro blu il rosso velluto di Sangiovese, ascolto le sue note di stoffa pregiata, le sue dolci parole di saggezza, e le sue musiche barocche da camera, mentre, gorgogliando come quell’ autobus pensieri altisonanti, invoco giustizia e pace nel cantone a me riservato nell’essere di questo momento che e’ l ‘unico in cui sono..

mercoledì 10 novembre 2010

Il Piu' Infelice. Soren Kierkegaard.

Si sa che ci deve essere in qualche luogo in Inghilterra una tomba che e' notevole non per un monumento magnifico, ne per il suo aspetto triste, ma per una piccola iscrizione: " il piu' infelice".
Si dice che la tomba fu aperta, ma che non si trovo' nessuna traccia di cadavere.

(...)

...noi che non rendiamo suono nel fragor della vita, ma siamo uccelli solitari nel silenzio della notte...

Soren Kierkegaard

Ti eleggo
e ti rieleggo
e ti rileggo
ti riassemblo
dall alto verso il basso
da sopra a sotto
come ti metto ti metto
illumini il mio interior fragor!

Perche nel sentiero dell individuo
arduo nell improvvisazione
scontroso nella realizzazione
sincero nella meditazione
oscuro vortice di premeditazione..
.. apri le porte alla comprensione.

Chi ne ha di piu?

nelloromano

lunedì 8 novembre 2010

Dialogo Romanesco.

Me va de canta' me va de gioca'
me va de ride e de beve me va me va
me va de sogna', de ricorda' de nun pensa'
de nun vede' tutta sta gente che ma riporta in mente
che da qua se ne dovemo anna'..
Ma me va si, me va me va
me va d'ama', d'esse ignorante
de nun conosce gnente,
pe sgrana' l'occhi belli e fa ...oooohhh,
come un pupetto ar primo giro sopra un caretto,
me va me va, de falli fori,
tutti i pensieri li desideri,
mo sto de qua, poi vado la,
e l'intellettuali, li liberali,
li clericali li santi e le madonne..
me va me va..
de ricanta', de racconta', e poi pensa',
ma si me va..
ce penso en po, ce rido su, e dico e tu?
Ma e te te va'? Ma chi lo sa..
Famose un giro, saluta tu,
che io,
t'aspetto giu'!

Amrita 9.9

A me me va, poi nun me va, poi me riva'..
poi si, sto qua, ma me ne vojo anna'..
aristamo a disse ecchice qua,
ma chi too fa ffa, te fatte vede'..
d'annatte a 'mbriaca', perche tanto c'e'
chi paga pe te, chi nun te sa di
indove stamo a anna', si tanto poi c'e'
chi te dice che stai a sbaja'..
e poi dimostra che,
in fin de li conti,
c hai ragione te..
ma chi too fa ffa
de statte a ferma' qua
quanno che de la'
poi fa benzina e anna'..
indove gia sai che,
na vorta arivato, te ne poi rianna'..!
Dimme 'n po' risponni,
si c hai na verita'!

NelloRomano

domenica 31 ottobre 2010

Un vecchio errore, Paolo Conte.


Un vecchio errore,
vuole inseguirmi,
e incatenarmi,
e trascinarmi via..
davanti ad ogni specchio per dirmi.. guardati..

io non mi guardo,
giro lo sguardo,
la so a memoria,
fin troppo questa storia,
e' uguale, che non ci sia o che ci sia....

ci provi lo specchio ad inghiottire, nell'apparenza,
l'orgoglio e' quello che voglio, nella mia assenza,
vedi ho pagato gia',
il mio soldo di verita'..

un vecchio errore,
pagato caro,
un gesto avaro,
avevo il cuore duro.. allora,
ero piu' amaro, ero piu' giovane..

niente di niente,
spiega alla gente,
cosa vuol dire, cosa vuol dire amare,
l'amore, senza mai fare,
neanche un errore...

ci provi lo specchio, a inghiottire nella sua acqua cupa,
non l'apparenza ma il volto, che la assenza sciupa,
vedi vedi, ho pagato gia',
il mio soldo di verita'..

un vecchio errore,
pagato caro,
un gesto avaro,
avevo il cuore duro..
allora, ero piu' amaro,
ero piu' giovane..

niente di niente, spiegalo alla gente,
cosa vuol dire amare..
l'amore, senza mai fare, neanche un errore..

venerdì 29 ottobre 2010

Impressioni.


Ho l impressione che alla fine di tutto cio ci sia un bel vuoto.
L'impressione di aver fatto tanta strada ma alla fine non ti sei mosso da li.

Sei fermo, al punto di partenza. Anzi, non sei neanche sul punto di partenza, manca il cartello START. Quello a quadretti bianchi e neri.

L'immagine del vecchio col bastone, ricurvo sulla sua linea, camminante sulla spiaggia invernale di sassi e tronchi smessi, tra foglie e conchiglie, col cane che lo segue passo passo, e che lo respira bocca a bocca, e' ancora per me l'immagine piu' rassicurante che ci si possa immaginare, inimmaginevolmente inimmaginabile.

Ed e' sempre cosi' che va a finire, a meno che non finisci prima.
Il film.
O il libro.
(nella foto, Carlo Fruttero, nda)
senza diritti presa come immagine rassicurante

venerdì 8 ottobre 2010

Merce rara.

Brucio granelli di incenso sull'altare della conoscenza. (...)
Siamo un ammasso di proteine, zuccheri, grassi e DNA.
Siamo esseri biologici al servizio della specie e della riproduzione ma con qualcosa in piu', la spiritualita'.
Il Nous, il Logos, lo Pneuma.
Siamo un ammasso di particelle, miliardi e miliardi di particelle subatomiche in relazione armonica.
Noi siamo armonia. Ogni cosa e' essere energia.
Noi siamo essere energia.
(...)
Credo nell'universalita' di noi uomini in una spiritualita' universale che ci faccia aprire all'unico valore supremo per cui vivere amore e consapevolezza del nostro essere umani.
(...) ... una bottiglia di vino, seduti in terra, a notte tarda in completa liberta' al confine di quel momento magico dove due esseri non fanno altro che riconoscersi e i pensieri diventano nudi e liberi.
(...)
Merce rara.
(...)

Amrita 9.9.

con il suo permesso,
nelloromano ottobre 2010

La conta e la disgiunta.

A contare i malcapitati stupida nell'orgoglio vuota di amore buia nei sentimenti.  E triste alla paletta della fermata del bus senza pen...